[[File:Di Lorenzo A. - Ingresso in palermo della colonna Medici, nel giugno (1860.jpg|thumb|The Medici column enters Palermo.]] The '''Southern Army''' (Italian: ''esercito meridionale'') was the force of around 50,000 Italian and foreign volunteers which formed as a result of the Expedition of the Thousand. The name was coined by Giuseppe Garibaldi. Its officers wore red uniforms and so - like the Thousand - the force's rank and file became known as redshirts. It was dissolved before the proclamation of the Kingdom of Italy.

==History== ===Landing at Marsala and the ''picciotti''=== Garibaldi landed at Marsala in May 1860 with the Thousand, a force mainly made up of northern Italian volunteers but also including 45 Sicilians. They were immediately joined by around 200 more Sicilian volunteers, with still more joining when Garibaldi proclaimed his dictatorship of Sicily and Salemi, led by the Sant'Anna brothers.

On 14 May 500 Sicilian volunteers arrived from the Erice campaign under the command of Giuseppe Coppola and the doctor Rocco La Russa. They then fought at the Battle of Calatafimi.<ref>{{in lang|it}}Gaetano Falzone, ''Sicilia 1860'', Flaccovio, 1978, p 289.</ref> By the time the 'picciotti' arrived in Palermo they numbered 3,000 and at the end of the battle had reached 6,602.<ref>{{in lang|it}} Falzone, cit. p 281.</ref>

===Sicilian national militia=== Garibaldi's second dictatorial decree on 14 May formed a national Sicilian militia and set up a tax to fund keeping public order. Men between 17 and 30 would join the army as the active militia, those from 30 to 40 would maintain public order at a district level and those from 40 to 50 would keep order in their own towns. The decree also introduced compulsory conscription for men between 17 and 50. The militia was subdivided into battalions, each made up of four companies with 60-150 militiamen each.<ref>{{in lang|it}} [http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_150ANNI/PIR_150ANNISITO/PIR_Schede/PIR_Lecartedellastoria/decreto%2014%20maggio%20leva.pdf Decreto dittatoriale n. 2 del 14 maggio]</ref> It was placed under the command of Nicolò Turrisi Colonna within the Italian National Guard and by decree number 289 on 22 October 1860 'prodittatore' Antonio Mordini placed it under the commander in chief.

===Reinforcements and reorganisation=== Only 600 of the Thousand remained after Palermo was captured on 30 May, but in June reinforcements from northern Italy began to arrive by sea - the first as the 'Agnetta expedition' on 1 June, followed by 2,500 men under Giacomo Medici. 800 more volunteers, then attached to Enrico Cosenz's division, sailed from Genoa in the steamer 'Washington' on 2 July (a letter by Ignazio Invernizzi describes the voyage) and landed at Palermo on 5 July, reinforcing the forces at the Battle of Milazzo - Another column left Genoa under Gaetano Sacchi's command on 16 July, including several Mantuans. Other contingents also headed south, with several other volunteers setting off from Genoa and Livorno.

Another decree issued by Garibaldi's dictatorial regime as "commander in chief of the national forces in Sicily" on 2 July set up a Sicilian army formed of the XV and XVI divisions, commanded by Stefano Turr and Giuseppe Paternò respectively and totalling five brigades. A final decree on 3 July set up a "Sicilian navy" (''Marina militare siciliana'').<ref>{{in lang|it}} [https://books.google.com/books?id=Lu0uAAAAYAAJ&dq=RAccoltra+atti+governo+dittatoriale&pg=PA102 Acts of Garibaldi's dictatorial government].</ref> On 14 July the 'Corpo dei Carabinieri di Sicilia' was established.

When Garibaldi's forces landed in Calabria on 19 August they were joined by Calabrian volunteers and after its arrival in Basilicata the 2,000 men of the 'Lucana Brigade' joined him and the 'Sicilian army' was renamed the 'southern army'. During the redshirts' advance even more volunteers joined little by little from all across southern Italy, making a major contribution to the battle of the Volturno, at which they outnumbered the Savoy element in Garibaldi's forces. When Vittorio Emanuele II of Savoy's army reached the front line in October 1860, Garibaldi handed over his force of around 50,000 redshirts to him and returned to Caprera.

On 6 May 1860 Domenico Damis and the Thousand left Genoa for Marsala. From Sicily he advised the patriots from Lungro to prepare to follow Garibaldi to Naples. When news spread of his arrival, 500 volunteers set out from Lungro alone.<ref>{{Cite web|url=http://www.corriere.it/cultura/speciali/2010/visioni-d-italia/notizie/27-san-demetrio-corone-risorgimento-silenzioso-nuovi-albanesi_44de4152-a770-11df-9159-00144f02aabe.shtml|title=Il Risorgimento "silenzioso" dei nuovi albanesi - Corriere.it|language=it}}</ref><ref>{{Cite web|url=http://www.jemi.it/storia/arberia/storia/sp-623/gli-italo-albanesi-e-lunita-ditalia|title=Gli Italo Albanesi e l'Unità d'Italia|url-status=dead|archiveurl=https://web.archive.org/web/20170219023459/http://www.jemi.it/storia/arberia/storia/sp-623/gli-italo-albanesi-e-lunita-ditalia|archive-date=19 February 2017}}</ref> <!---Così Angelo Damis, capo legionario della zona, organizzò cinque compagnie guidate da altrettanti lungresi Vincenzo Stratigò, Cesare Martino, Pietro Irianni, Pasquale Trifilio e Giuseppe Samengo. Il 2 settembre, sotto una pioggia di fiori, Giuseppe Garibaldi arrivò a Castrovillari; insieme a lui Domenico Damis che prese il comando delle compagnie lungresi. Alla legione di Lungro si unirono quelle di Frascineto e Civita, costituendo così una brigata sotto il comando di Giuseppe Pace. Il 1 ed il 2 ottobre le truppe borboniche opposero una residua resistenza ai nostri. Nella battaglia del Volturno i lungresi combatterono valorosamente ottenendo una splendida vittoria.<ref>{{Cita web|url=http://www.lungro.gov.it/zf/index.php/storia-comune|titolo=Comune di Lungro - Storia}}</ref> Tutt'oggi a Lungro parte della toponomastica è dedicata alle vicende Risorgimentali: tra le più famose vie e piazze vi sono Via dei Mille, via dei 500, Piazza XVI Luglio e Piazza Generale Damis. Dal 2007 Lungro è denominata "Città del Risorgimento".<ref>{{Cita web|url=http://www.jemi.it/notizie/arberia/notizie/sp-183/lungro-denominata-citta-del-risorgimento-qytet-i-risorxhimentit|titolo=Lungro città del Risorgimento|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170219000829/http://www.jemi.it/notizie/arberia/notizie/sp-183/lungro-denominata-citta-del-risorgimento-qytet-i-risorxhimentit|dataarchivio=19 febbraio 2017}}</ref> --->

===Disbandment===<!--- Il 7 novembre Garibaldi scortò il Re nel suo ingresso trionfale a Napoli e subito partì per Caprera. Nel mentre affidò a Giuseppe Sirtori la responsabilità di gestire l'ingresso del suo Esercito meridionale in quello sabaudo. L'11 novembre 1860, pochi giorni dopo il plebiscito del 1860, Cavour firmò il decreto che scioglieva l'Esercito Meridionale. Ai volontari garibaldini fu data la possibilità di arruolarsi con una ferma biennale nell'Esercito piemontese, oppure di chiedere le dimissioni con sei mesi di paga. Agli ufficiali fu concessa l'ammissione nell'Esercito sottoponendosi a un esame. Fu composta una commissione di scrutinio per il riconoscimento degli ufficiali", con Sirtori, Giacomo Medici e Enrico Cosenz per parte garibaldina, il generale Della Rocca presidente, il generale Gozzani di Treville ed il generale Pettinengo - sostituito dal generale Solaroli, ma questa dilatò i suoi lavori.

Il Comando dei Volontari fu sciolto definitivamente con Decreto del 1 febbraio 1861 che, altresì, ne dispose il trasloco in Piemonte. Con esso anche l'Intendenza Generale fu trasferita a Torino. Furono ammessi nel Regio esercito alcuni generali garibaldini come Giacomo Medici, Enrico Cosenz, Nino Bixio, Stocco e lo stesso Sirtori. Altri invece no, come Stefano Canzio, Luigi Castellazzo, Giovanni Battista Fauché. Altri ancora furono accettati, ma con un grado inferiore a quello che avevano ottenuto nell'Esercito meridionale: ad esempio Giovanni Acerbi da generale garibaldino fu accettato come colonnello.

In difesa del suo esercito Garibaldi, il 18 aprile 1861, pronunciò un discorso alla Camera, accusando «la fredda e nemica mano di questo Ministero [Cavour]» di aver voluto provocare una «guerra fratricida». Il Conte di Cavour reagì con violenza, chiedendo invano, al presidente della Camera Rattazzi, di richiamare all'ordine il generale. La seduta fu sospesa e Nino Bixio tentò nei giorni successivi una riconciliazione che non si compì mai del tutto, anche per la morte pochi giorni dopo di Cavour.<ref name=Romeo-518>{{Cita|Romeo|p. 518}}.</ref>

Dei 50 mila volontari, secondo lo storico militare John Gooch, circa 5000 ufficiali garibaldini vennero inglobati nel Regio Esercito tra il 1861 e il marzo 1862.<ref>[http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_150ANNI/PIR_150ANNISITO/PIR_Schede/PIR_Vincitori/PIR_Lesercitomeridionale/PIR_Esercitomeridionale L'Esercito meridionale] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20171008231132/http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_150ANNI/PIR_150ANNISITO/PIR_Schede/PIR_Vincitori/PIR_Lesercitomeridionale/PIR_Esercitomeridionale |date=8 ottobre 2017 }}.</ref> Alcuni volontari dell'esercito garibaldino divennero temuti briganti, l'esempio più noto è Carmine Crocco. --->

<!---==“Alla ricerca dei garibaldini scomparsi” research project== Negli anni 2000 l'archivio di Stato di Torino ha avviato un progetto "Alla ricerca dei garibaldini scomparsi” con lo scopo di fare un censimento dei garibaldini che parteciparono all'impresa,<ref>{{Cita web |url=http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/index.php/it/progetti/schedatura/garibaldini |titolo=Archivio di Stato di Torino – progetto “alla ricerca dei garibaldini scomparsi” |accesso=13 giugno 2017 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170704125512/http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/index.php/it/progetti/schedatura/garibaldini |dataarchivio=4 luglio 2017 |urlmorto=sì }}</ref> ricercandone i nominativi e altre informazioni tra la documentazione che è stato possibile reperire al riguardo e relativa alla costituzione di uno dei più grandi eserciti volontari della storia d’Italia. Infatti in passato la storia ha concentrato quasi sempre tutta la sua attenzione sui nomi dei circa primi 1.000 volontari garibaldini, anche se alla fine della campagna Garibaldi aveva ai suoi ordini circa 50.000 volontari, che costituivano l’Esercito dell’Italia Meridionale<ref>vedere: Il numero dei garibaldini</ref>.

Al momento sono stati registrati circa 35.000 nominativi, che è possibile rintracciare consultando la voce “Garibaldini” nel portale dell’Archivio di Stato di Torino. La ricerca dei nominativi dei volontari garibaldini è ancora in atto attraverso i dati dell’Archivio di Stato di Torino: Mille di Marsala, Esercito Italia Meridionale, Archivio Militare di Sicilia e Archivio di Stato di Genova: Prefettura di Genova, Matrici di passaporti rilasciati a Genova ai volontari partiti successivamente alla prima Spedizione di Garibaldi<ref>vedere: Gli sbarchi successivi al primo di Marsala</ref>. <br /> Nel portale sono presenti anche altre banche dati di corpi militari dell’epoca e di periodi successivi. --->

== Structure == ===Divisions===<!--- Garibaldi organizzò complessivamente i volontari dell'Esercito meridionale in quattro divisioni, ognuna composta da due o tre brigate. Così la XV Divisione fu posta al comando dell'ungherese Stefano Turr, la XVI di Giuseppe Paternò, poi sostituito al comando da Enrico Cosenz, la XVII di Giacomo Medici, la XVIII di Nino Bixio.<ref>Falzone, cit. pagina 242.</ref>

{| class="wikitable" |- style="background-color:gold" |colspan=8|<div align="center">'''ELENCO dei Corpi che componevano l’Armata dell’Italia Meridionale <small>sciolta l’11 Novembre 1860</small>'''<ref>Spedizione dei Mille – Storia documentata della liberazione della Bassa Italia – Osvaldo Perini – Edita per cura di F. Candiani – Milano - 1861 [https://books.google.it/books?id=zeouAAAAYAAJ&printsec=frontcover&dq=elenco+dei+corpi+i+mille+storia+documentata+della+liberazione+della+bassa+italia&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjKl7SM4obUAhVG3iwKHfa9BzAQ6AEIIjAA#v=onepage&q=elenco%20dei%20corpi%20i%20mille%20storia%20documentata%20della%20liberazione%20della%20bassa%20italia&f=false La spedizione dei Mille storia documentata della librazione della bassa Italia - Google Libri]</ref></div> |- style="background-color:moccasin" |- style="background-color:lightyellow" |Stato Maggiore Generale |''Capo'' |Luog. Tenente Gen. ''Sirtori'' |- style="background-color:lightyellow" |Quartier Generale |''Capo'' |Colonnello ''Cenni'' |- style="background-color:lightyellow" |Int.a Generale dell’Armata |''Intendente Generale'' |''Acerbi'' |- style="background-color:lightyellow" |Amministr. delle sussistenze milit. |''Direttore'' |''Galli'' |- style="background-color:lightyellow" |Ambulanza generale |''Medico in Capo'' |Dott. ''Ripari'' |- style="background-color:lightyellow" |Auditoriato Generale |''Uditor Generale'' |Avv. ''Mordini'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo del Genio (Stato Magg. e Zapp.) |''Comando'' |Luog. Col. ''Bordone'', Magg. ''Costa'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo d’Artiglieria |''Comandante'' |Magg. Generale ''Orsini'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo del Treno |''Comandante'' |Luogot. Colonn. ''Bovi'' |- style="background-color:lightyellow" |Marina di Guerra e Fant. di Marina |''Comandante'' |Ammiraglio ''Anguissola'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo telegrafico di Campo |''Ispettore'' |Cavaliere ''Pentasuglia'' |- style="background-color:lightyellow" |Cavalleria Guide Garibaldi |''Comandante'' |Luogot. Colonn. ''Missori'' |- style="background-color:lightyellow" |Cavalleria Usseri Italiani |''Comandante'' |Maggiori ''Carissimi'' e ''Basislalafsky'' |- style="background-color:lightyellow" |Cavalleria Esploratori di Campo |''Comandante'' |Maggior ''Bersani'' |- style="background-color:lightyellow" |Cavalleria Cavalleggeri di Napoli |''Comandante'' |Luogot. Colonn. ''Firrao'' |- style="background-color:lightyellow" |Cavalleria Cavalleggeri di Palermo |''Comandante'' |Capitano ''Blovet'' |} {| class="wikitable" |- style="background-color:gold" |colspan=8|<div align="center">'''DIVISIONI'''</div> |- style="background-color:moccasin" |- style="background-color:lightyellow" |13.a Divisione |''Comandante'' |Luogot. Gen. ''Türr'' |- style="background-color:lightyellow" |Stato Maggiore di Divisione |''Capo'' |Col. ''Rüstow'' e Luog. Col. ''Alessandri'' |- style="background-color:lightyellow" |1.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Spangaro'' |- style="background-color:lightyellow" |2.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Eber'' |- style="background-color:lightyellow" |3.a Brigata (Milano) |''Comandante'' |Luogot. Col. ''De Giorgi'' |- style="background-color:lightyellow" |4.a Brigata |''Comandante'' |Magg. Gen. ''Sacchi'' |- style="background-color:lightyellow" |5.a Brigata (aggregata alla 6.a Brigata).. |''Comandante'' |Colonn. ''Fabrizi Luigi'' |- style="background-color:lightyellow" |6.a Brigata (aggregata alla 5.a Brigata) |''Comandante'' |Generali ''La Masa'' e ''Corrao'' |- style="background-color:lightyellow" |16.a Divisione |''Comandante'' |Luogot. Gen. ''Cosenz'' |- style="background-color:lightyellow" |Stato Maggiore di Divisione |''Capo'' |Magg. ''Serafini'' |- style="background-color:lightyellow" |1.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Assanti'' |- style="background-color:lightyellow" |2.a Brigata |''Comandante'' |Magg. Gen. ''De Milbitz'' |- style="background-color:lightyellow" |17.a Divisione |''Comandante'' |Luogot. Gen. ''Medici'' |- style="background-color:lightyellow" |Stato Maggiore di Divisione |''Capo'' |Luogot. Col. ''Ferrari'' |- style="background-color:lightyellow" |1.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Simonetta'' |- style="background-color:lightyellow" |2.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Corte'' |- style="background-color:lightyellow" |3.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Eberhard'' |- style="background-color:lightyellow" |4.a Brigata (aggregata alla 5.a Brigata) |''Comandante'' |Colonn. ''Dunne'' |- style="background-color:lightyellow" |5.a Brigata (aggregate alla 4.a Brigata) |''Comandante'' |Colonn. ''Mussolino'' |- style="background-color:lightyellow" |18.a Divisione |''Comandante'' |Luogot. Gen. ''Bixio'' |- style="background-color:lightyellow" |Stato Maggiore di Divisione |''Capo'' |Luogot. Colonn. ''Ghezzi'' |- style="background-color:lightyellow" |1.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Bezza'' |- style="background-color:lightyellow" |2.a Brigata |''Comandante'' |Colonn. ''Balzani'' |- style="background-color:lightyellow" |Divisione Aggregata |''Comandante'' |Luogot. Gen. ''Avezzana'' |- style="background-color:lightyellow" |} {| class="wikitable" |- style="background-color:gold" |colspan=8|<div align="center">'''CORPI DIVERSI'''</div> |- style="background-color:moccasin" |- style="background-color:lightyellow" |Brigata Pencela |''Comandante'' |Colonn. ''Romano'' |- style="background-color:lightyellow" |Brigata Buniov |''Comandante'' |Colonn. ''Buniov'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo de’ Carabinieri Genovesi |''Comandante'' |Magg. ''Mosto'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo de’ Carabinieri di Cosenza |''Comandante'' |Magg. ''Militi'' |- style="background-color:lightyellow" |Corpo de’ Carabinieri di Catanzaro |''Comandante'' |Magg. ''Colcione'' |- style="background-color:lightyellow" |Dragoni Nazionali |''Comandante'' |Colonn. ''Maresca'' |- style="background-color:lightyellow" |Zuavi Calabresi |''Comandante'' |Colonn. ''Falco'' |- style="background-color:lightyellow" |Lancieri a piedi |''Comandante'' |Capitano ''Taschini'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione Ungherese |''Comandante'' |Generale ''Vetter'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione Inglese |''Comandante'' |Luogot. Colonn. ''Peard'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione Calabrese |''Comandante'' |Colonn. ''Sprovieri'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione del Matese |''Comandante'' |Magg. ''Campagnano'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione Ecclesiastica |''Comandante'' |Magg. ''Sardo'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione degli Studenti |''Comandante'' |Capitano ''Perelli'' |- style="background-color:lightyellow" |Legione Sannitica |''Comandante'' |Magg. ''De Feo'' |- style="background-color:lightyellow" |Reggimento Calabro-Pace |''Comandante'' |Colonn. ''Pace'' |- style="background-color:lightyellow" |Reggimento Montanari del Vesuvio |''Comandante'' |Luogot. Colonn.i ''Caracciolo'' e ''Casalla'' |- style="background-color:lightyellow" |Reggimento 53.° di linea |''Comandante'' |Colonn. ''Zettiri'' |- style="background-color:lightyellow" |Reggimento 54.° di linea |''Comandante'' |Luogot. Col. ''Violante'' e Col. ''Messina'' |- style="background-color:lightyellow" |Reggimento 55.° di linea |''Comandante'' |Luogot. Colonn. ''Palombo'' |- style="background-color:lightyellow" |Bersaglieri – 28.° Batt. <small>(già Cacc. Calatafimi)</small> |''Comandante'' |Magg. ''Costa'' |- style="background-color:lightyellow" |Bersaglieri – 29.° Batt. |''Comandante'' |Capitano ''De Marco'' |- style="background-color:lightyellow" |Bersaglieri – 30.° Batt. |''Comandante'' |Capitano ''Rota'' |- style="background-color:lightyellow" |Bersaglieri – 31.° Batt. |''Comandante'' |Magg. ''Uber'' |- style="background-color:lightyellow" |Bersaglieri – 32.° Batt. |''Comandante'' |Magg. ''Parisy'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Menotti-Garibaldi |''Comandante'' |Magg. ''Menotti-Garibaldi'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione d’Assalto (Istit. Garibaldi) |''Comandante'' |Magg. ''Camuneoli'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Gaeta <small>(catturato sulla nave Utile)</small> |''Comandante'' |Colonn. ''Corte'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Liuzzi <small> (catturato sulla nave Utile) </small> |''Comandante'' |Magg. ''Liuzzi'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Sannitico <small> (catturato su nave Utile) </small> |''Comandante'' |Colonn. ''Curci'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione dell’Offanto |''Comandante'' |Colonn. ''Gastone'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Terribili del Toburno |''Comandante'' |Magg. ''Lombardi'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Gran Sasso d’Italia |''Comandante'' |Magg. ''Falco'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Reduci Lomb.-Veneti |''Comandante'' |Magg. ''Cappello'' |- style="background-color:lightyellow" |Battaglione Volontari Napoletani |''Comandante'' |Magg. ''Mossiaro'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori della Sila |''Comandante'' |Generale ''Stocco'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori d’Aspromonte |''Comandante'' |Magg. ''Vecchi'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori Esuli |''Comandante'' |Colonn. ''Interdonato'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori dell’Etna |''Comandante'' |Maggiori ''Colombrino'' e ''Rotolo'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori Montegrifone |''Comandante'' |Colonn. ''Pagano'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori del Gargano |''Comandante'' |Magg. ''De Cicco'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori dell’Irno |''Comandante'' |Magg. ''Della Monica'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori Sardi |''Comandante'' |Magg. ''Sulliotti'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori Veneti |''Comandante'' |Magg. ''Manfredi'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori del Vesuvio |''Comandante'' |Magg. ''Paleras'' |- style="background-color:lightyellow" |Cacciatori Sebezi |''Comandante'' |Magg. ''Zaccaro'' |- style="background-color:lightyellow" |Colonna Sarri |''Comandante'' |Colonn. ''Sarri'' |- style="background-color:lightyellow" |Colonna Lacerenza |''Comandante'' |Magg. ''Lacerenza'' |- style="background-color:lightyellow" |Colonna Gibelrossa |''Comandante'' |Magg. ''Ilardi'' |- style="background-color:lightyellow" |Forze insurrezionali Salernitane |''Comandante'' |Colonn. ''Fabrizi Nicola'' |- style="background-color:lightyellow" |Riorganizzazione Militare di Resina |''Comandante'' |Colonn. ''Forbes'' |- style="background-color:lightyellow" |Guardia Nazionale mobile |''Comandante'' |Generale ''D’Ajala'' |} Nota del Luogotenente Lodovico Comelli (*). <br /> In questo elenco figurano alcuni corpi che all’atto della consegna non esistevano più, già fusi nelle brigate La Masa, Corrao, Stocco, Musolino, ecc., ma storicamente meritano esserne distinti. Tali sarebbero le legioni Matese e Sannitica, i battaglioni dell’Ofanto, i Terribili, i Del Gran Sasso ed i Cacciatori dell’Etna, di Monte Grifone, del Gargano, ecc. (*) Per debito di giustizia devo aggiungere che il presente elenco mi venne gentilmente comunicato dalla cortesia dello stesso signor Comelli a cui attesto qui la mia gratitudine<ref>affermazione dell’autore del testo Osvaldo Perini</ref>. --->

===Foreign volunteers=== thumb|British volunteers The force also included non-Italian volunteers, joining at different times. Around 200 Hungarian cavalry and 200 Hungarian infantry fought in the battle on 1–2 October, at which point 50 French volunteers under Paolo De Flotte had already fallen in Calabria. The Southern Army also included 100 foreign Bourbon deserters commanded by Adolfo Wolff and "a few score of English".<ref>G.M. Trevelyan, ''Garibaldi and the making of Italy'', p 250</ref> There were also 3,000 Bourbon soldiers under Von Mechel, as well as some Swiss companies known as "Schweizertruppen". On 15 October the 600-strong British Legion disembarked from the SS Emperor and SS Melazzo at Naples - it was also known by the euphemism of the 'Garibaldi Excursionists' after the Foreign Enlistment Act forbade British citizens enlisting in foreign armies.

Several thousand Sicilians enlisted in the force whilst it was still in Sicily and were trained by Sicilian, northern Italian and British officers.,<ref>Garibaldi and the making of Italy, G.M. Trevelyan, ''op cit'', p. 63</ref> whilst the Garibaldi Division's chief of staff was the German Wilhelm Friedrich Rüstow,<ref>{{in lang|it}} [http://www.treccani.it/enciclopedia/wilhelm-friedrich-rustow/ Treccani -]</ref> who in 1862 published an account of the campaign as ''The Italian War''. The earliest foreign volunteer was the English engineer and linguist Hugh Forbes, who had fought alongside Garibaldi as early as 1849.<ref>State Historical Society of Iowa&nbsp;– ''The annals of Iowa''&nbsp;– Vol. 38&nbsp;– num. 8 (spring 1967) by Linda L. Greene - pagg. 610-611</ref><ref>G.M. Trevelyan, ''Garibaldi's defence of the Roman Republic 1848-1849'' (Longmans - 1919), appendix N p. 349-350</ref> Others included Percy Wyndham,<ref>[https://heitalianwarsofindependence.blogspot.it/2011/01/percy-wyndham-john-peard-john-dunne.html The Italian wars of Independence -]</ref> the Irish artilleryman Dick Dowling and for short periods the Americans Chatham Roberdeau Wheat and Charles Carrol Hicks, who returned to America to fight in the Confederate Army,<ref>[https://books.google.com/books?id=f1W3CwAAQBAJ&q=peard&pg=PA63 Ron Field, ''Garibaldi'' (Osprey Publishing, 2011), p. 60]</ref> along with Garibaldi's 'English-Garibaldian' body-double John Whitehead Peard.

One of the most notable foreign volunteers in the Southern Army was the English colonel John William Dunne, nicknamed 'milordo' by the Sicilian street-urchins he enlisted into his regiment. Only some of the officers in Dunne's regiment were British and its soldiers were all Sicilians<ref>Trevelyan, ''op cit'', p64 and note</ref> He was injured at Capua.<ref>Trevelyan, ''op cit'', p241</ref> There were also many Scottish volunteers such as captain Cowper of Aberdeen, noted for his command of an artillery battery at Volturno - Garibaldi was very popular in Scotland, where many saw him as an Italian William Wallace fighting for national freedom.<ref>Janet Fyfe, 'Scottish volunteers with Garibaldi', ''Scottish Historical Review Trust'' (Edinburgh, 1978), p 171 and 180</ref> The foreign officers also included the exiled Hungarians István Türr.,<ref>{{in lang|it}} István Türr: una biografia politica di Pasquale Fornaro, Rubbettino Editore - Soveria Mannelli - 2004 - [https://books.google.com/books?id=rI975L2mAuQC&q=Istv%C3%A1n+T%C3%BCrr:+una+biografia+politica+By+Pasquale+Fornaro]</ref> Nándor Éber, Carlo Eberhardt and Lajos Tüköry (who fell at Palermo), the Polish soldier Aleksander Izenschmid de Milbitz and the "Finnish-Garibaldian" Herman Liikanen. Türr, Peard and Liikanen were all given busts on the Janiculum.

These foreign volunteers arose from Italian political refugees fleeing to Britain, where they met not only British sympathisers but Hungarian and Polish political refugees with similar nationalist and anti-Habsburg sentiments. They had also raised British awareness on the issue of Italian unification and formed associations such as the People's International League, founded by Giuseppe Mazzini in 1847, replaced in 1856 by the Emancipation of Italy Fund Committee led by Aurelio Saffi, Jessie White, Alessandro Gavazzi and Felice Orsini, which set up a conference circuit in Britain and the USA. Funds were also raised by the Italian Refugee Fund from 1849 onwards, the Society of the Friends of Italy (with patrons including Caroline Ashurst Stansfeld and her politician husband James Stansfeld, both Mazzini supporters).<ref>{{in lang|it}} L’Italia degli inglesi - La Gran Bretagna filo-italiana nell’età del Risorgimento (1847-64), Elena Bacchin, [http://www.sissco.it/download/attivita/Bacchin.pdf] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20170222194202/http://www.sissco.it/download/attivita/Bacchin.pdf |date=2017-02-22 }}</ref> Garibaldi was already popular in Britain and the USA in 1849, which also contributed to the rise in foreign volunteers.<ref>George Macaulay Trevelyan, ''Garibaldi’s defence of the Roman Republic'' (Longmans, 1912), preface to the 1st edition [https://archive.org/stream/garibaldisdefenc01trev#page/n7/mode/2up]</ref> 1859 saw the foundation of the Garibaldi Fund in the UK, followed in 1860 by the Garibaldi Special Fund the following year to fund the British Legion and the Garibaldi Italian Unity Committee to back complete Italian unification and the annexation of what was left of the Italian states.

==Weaponry ==<!--- thumb|upright=0.8|Girolamo Induno - Sentinella garibaldina La prima spedizione di Garibaldi era armata di moschetti a canna liscia vecchio tipo con portata fino a 100 metri, dismessi dal Regno di Sardegna e da altri stati europei e acquistati probabilmente a prezzi molto bassi, tranne i carabinieri genovesi, che avevano armi a canna rigata dal tiro lungo e preciso.<ref>''Garibaldi and the Making of Italy'' – George Macaulay Trevelyan – Appendice E&nbsp;– pagg. 326-330 [https://archive.org/stream/garibaldimakingo00trevuoft#page/326/mode/2up]</ref> Anche i volontari siciliani e calabresi erano armati con vecchi moschetti ''Brown Bess'' a canna liscia dismessi dall’esercito inglese e dalla Compagnia delle Indie, comprati al prezzo di 10-14 scellini al pezzo. Le cosiddette “squadre” o bande siciliane irregolari erano pure armate di vecchi fucili a canna liscia dalla portata limitata e senza possibilità di innestare una baionetta.

La mancanza iniziale di armi a canna rigata dal tiro lungo non costituiva un particolare problema, perché i garibaldini usavano spesso la tattica dell’attacco alla baionetta, sparando a distanza di poche decine di metri, per affidarsi poi al corpo a corpo, inoltre le più “tecnologiche” carabine a canna rigata richiedevano molto addestramento e abilità, pertanto di fatto le caratteristiche di tali armi spesso non venivano sfruttate nel tipo di combattimento garibaldino. Con lo sbarco della spedizione Medici arrivarono 8.000 fucili, che secondo alcune fonti sarebbero state carabine a canna rigata inglesi<ref>Guerzoni, II 126</ref>, secondo altre fonti si sarebbe invece trattato di “4.850 fucili francesi, 200 (forse 2.000 ?) carabine ''Enfield'' inglesi e 200 fucili di Liegi<ref>nota di Guastalla&nbsp;– Segretario Fondo per il Milione di fucili</ref>, il numero di 200 carabine Enfield sarebbe un errore, per cui 2.000 risulterebbe il numero di carabine da considerare, secondo uno dei direttori del Fondo per il milione di fucili<ref>Finzi (in Chiala, IV, pag. CXXVII-CXXXI)</ref>, inoltre il numero di 2.000 carabine ''Enfield'', sommato a 4.850 fucili francesi e 200 fucili di Liegi indica un totale di 7.050 fucili, valore prossimo agli 8.000 citati in precedenza. La stessa ultima fonte specifica che era stata data la preferenza ai fucili francesi in dismissione modello 1842, utilizzati nella campagna del 1859 e a fucili ugualmente in dismissione dell’esercito prussiano, oltre a un buon numero di carabine (Stützen) e di fucili rigati austriaci, del "fondo per il milione di fucili" avrebbero fatto parte anche 3.744 fucili prussiani e 200 carabine austriache. Lo stesso Medici in una lettera a Garibaldi<ref>PERSANO, 41 e MEDICI (Pasini)</ref> parla di “10.000 fucili e molte munizioni, oltre alle carabine ''Enfield'' destinate ad armare la spedizione”, che comprendeva 2.500 volontari.

thumb|upright=1.4|<div align="center">VOLTURNO del Fattori</div>

Nella Battaglia di Milazzo i reggimenti Medici, Cosenz e dell’inglese Dunne (che comandava il battaglione cosiddetto “inglese” composto però di volontari siciliani), pur disponendo di carabine con portata fino a 300 metri, non erano però in grado di sfruttarne pienamente le caratteristiche di lunga gittata, per carenza di preparazione specifica all’uso di tale arma.

La Legione Britannica, sbarcata a Napoli il 15 ottobre per unirsi a Garibaldi, era equipaggiata con carabine a canna rigata modello ''Enfield'', di tale modello dovevano essere forniti anche i migliori volontari italiani. Le uniche armi a retrocarica in dotazione alle forze garibaldine erano le carabine a rotazione americane donate da Colt a Garibaldi nel numero di 100 e destinate ad equipaggiare la compagnia di Peard, si trattava però di armi di difficile uso, specialmente nella fase di caricamento, inoltre lo scoppio della cartuccia procurava spesso bruciature al polso. Dopo la Battaglia di Milazzo e prima di attraversare lo Stretto di Messina, il 15 agosto il piroscafo inglese ''Queen of England'', proveniente dall’’Inghilterra, arrivò al Faro portando 23.500 carabine ''Enfield'' e parecchi cannoni a canna rigata, questi ultimi però vennero impiegati nella Battaglia del Volturno.

Il modo di combattere dei garibaldini era descritto da un amico intimo di Garibaldi, il capitano inglese C.S. Forbes, R.N., che arrivato alcuni giorni dopo la battaglia di Milazzo così scrive:{{Citazione|''Generalmente parlando le forze garibaldine erano armate di (fucili) Enfield, ma pochi erano quelli che sapevano servirsi di quelle armi micidiali, parendo ad essi cosa superflua il prender la mira.''<br>''Un moschetto o una carabina, sessanta cariche, una fiaschetta per l'acqua e per lo più una bisaccia vuota, ecco tutto il bagaglio di un garibaldino.''|Garibaldi e la formazione dell'Italia - Appendice E - capo V - pag. 389 - (Forbes 92) di G.M. Trevelyan}} --->

==References== <references/>

==Bibliography (in Italian)== * Gaetano Falzone, ''Sicilia 1860'', Flaccovio, 1978. * Rosario Romeo, ''Vita di Cavour'', Roma-Bari, Laterza, 1998, {{ISBN|88-420-7491-8}}. * Cecchinato E., ''Camicie rosse. I garibaldini dall'Unità alla grande guerra'', Laterza, Roma-Bari 2007. * Cecchinato E., Isnenghi Mario, ''La nazione volontaria'', in Storia d'Italia. Annali 22. Il Risorgimento, Einaudi, Torino 2007, pp.&nbsp;697 - 720. * Martucci R., ''L'invenzione dell'Italia unita 1855-1864''. Sansoni, Firenze 1999. * Riall L., Garibaldi. ''L'invenzione di un eroe'', Laterza, Roma-Bari 2007. * Riall L., ''La Sicilia e l'unificazione italiana. Politica locale e potere liberale (1815-1866),'' Einaudi, Torino 2004. * Osvaldo Perini, F. Candiani (editor), ''La Spedizione dei Mille – Storia documentata della liberazione della Bassa Italia'', Milano, 1861.

== External links == *{{cite web|url=http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/elemdett.php?uid=511839&pd=SR|title=The Southern Army in the Archivio di stato di Torino|language=it}}

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